Fermarsi
Oggi è Primavera, ma questa è diversa dalle altre. Vivo in Italia e sono uno studente di 25 anni. Quasi non so più che giorno sia oggi, forse perché non è poi così importante, davanti a tutto questo. Oggi forse è sabato, ma non penso minimamente alla pizza con gli amici o alla solita birra. Penso a tutte le brutte notizie lette sul telefono ed a quelle ascoltate in Tv, alla gente morta ed a quella che sta combattendo con tutte le sue forze contro questo mostro, il Covid-19.
L'aria che respiriamo è pesante, le strade sono deserte e noi siamo fragili. Fragili esseri nel pieno di una tormenta. Mi è difficile pensare al domani, fare pronostici su cosa accadrà. Ma una cosa la so già: lui ha già vinto oggi, collezionando migliaia di vittime, strappate alla vita ed ai loro familiari. Ed il loro dolore si fa dolore anche per me. Il mondo si è fermato e lui ancora no.
Ma c'è anche chi non si è fermato: è gente come noi, che la mattina esce da casa e abbandona la propria incolumità, con gli occhi iniettati di paura, per correre a lavoro, nonostante tutto. Gente che rischia la propria salute in prima linea in ospedale, per le strade o dietro ad un bancone, al fine di garantire i servizi essenziali, per salvare vite, per sconfiggere il nemico invisibile. Ed io li chiamo eroi.
Oggi questa Primavera sa di freddo Inverno, di una notte senza fine. In queste settimane, però, non ho mai perso la speranza. Domani il Mondo ritroverà la forza e rinascerà, e con lui rinasceremo anche noi. E sarà allora che verrà la Primavera, e tutto ciò sarà solo un lontano e cattivo ricordo. Ma intanto, oggi mi fermo. Fermati anche tu.
Marco Giuffrè

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