AUTOBIOGRAFIA DI UN TURISTA - TORINO, APRILE 2020



Qualche ricordo di viaggio, anzi, meno pomposamente, di turismo.
Il turista parte e quasi sempre ritorna, almeno nelle intenzioni iniziali, e allora iniziamo dalla partenza… Partiamo da Torino, ma non la Torino dove vivo e lavoro, delle fabbriche, del Toro e della Juve, ma la Torino della domenica mattina o del venerdì sera, quella che mia moglie ed io ci godiamo da turisti nella nostra città.
Perché fare i turisti a Torino? Qualunque abitante di questa città risponderebbe per il museo Egizio, secondo al mondo dopo quello del Cairo, per visitare la città in cui è nato il cinema italiano, e le macchine, poi direbbero che qui si mangia bene, con il cioccolato più buono che esista… beh è tutto vero. Il Museo Egizio è imperdibile, e lo sono anche il Museo Nazionale del Cinema (che si trova dentro la Mole ) ed il Museo dell’Automobile, ristrutturati da qualche anno e ripensati, con un approccio moderno all’esposizione ed al rapporto con i visitatori, vedere per credere! Invece per quanto riguarda cibo e cioccolato… gustare per credere (si, lo so che qualcuno penserà: “si, ma Modica, il cioccolato, ecc”…no, fidatevi di me, è un’altra cosa).  


Non solo per questo vale la pena fare i turisti a Torino, ma anche e soprattutto perché è cambiata. Le Olimpiadi ci hanno portato gente arrivata dal XXI secolo, e anche se non c’eravamo abituati ci siamo adeguati in fretta. Anche Cavour, Vittorio Emanuele II, Lombroso, il senatore Agnelli, si sono scossi, si sono dati una rinfrescatina e sono scesi in strada per ammirare vetrine, artisti di strada, per incontrare gente, sono usciti dai ristoranti ovattati dalla riservatezza sabauda e si sono fermati a mangiare arabo e cinese, hanno incontrato i figli e i nipoti di chi arrivò dal Sud prima e dal Nord Africa poi, dalla Romania, dall’Albania, per lavorare nelle fabbriche e nei cantieri e insieme si sono, ci siamo, inventati un’altra città.



E allora, non appena si può, io faccio il turista a Torino, il sabato mattina a Porta Palazzo nel più grande e multietnico mercato d’Europa o la domenica mattina in centro a far colazione e poi a vedere qualche mostra di fotografia, nei parchi del Valentino o dei Giardini Reali a prendere il sole con un libro, un trancio di focaccia ed una birra, nei ristoranti di ogni cucina a San Salvario o del Quadrilatero Romano. A maggio al Salone del Libro, a inizio novembre invece quando ci sono Artissima e Paratissima e la notte bianca dell’arte contemporanea, ad un appassionato non bastano le ore per godersi tutto. Poi a vedere un concerto alle OGR, una delle tante fabbriche dismesse e recuperate per portare aggregazione e cultura, anche se in questo periodo proprio le OGR sono state velocemente trasformate in ospedale Covid (senza dirlo ogni 20 minuti su tutti i telegiornali nazionali, solo facendolo).
Ok, partiti, ora vediamo dove la macchina o l’aereo ci hanno portati per la prossima tappa.
Dario Costa

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