“Ma figurati se arriva qui!”


“Ma figurati se arriva qui!”
Ho pronunciato questa frase l’ultima volta esattamente 45 giorni fa perché pensavo fosse una cosa troppo distante da me, dalla mia città, dai miei affetti.
Dopo però solo buio e sospensione.
Le mie giornate sono scandite dai bollettini della protezione civile delle 18, dalle ricette in cui cerco di rifugiarmi per far scorrere il tempo e dalle videochiamate con amici e parenti.
La distanza non è mai stata un problema, come non lo è mai stato dire “domani lo faccio”, ma i miei pensieri sono rimasti sospesi in una bolla così come i miei progetti. 
Nonostante il finto ottimismo, le cose diventano sempre peggio perché LUI continua ad avanzare e mietere vittime. Le storie più intime dei deceduti, i funerali mai fatti, infatti rimbalzano sui social e sui giornali online.
E si blocca il respiro, perché m’immedesimo e penso a quante cose non ho mai detto e a quante cose avrei voluto fare.
Nonostante tutto però è arrivato il sole caldo della primavera, le giornate si sono allungate e adesso ci credo un po’ di più che passerà, perché devo ricominciare a vivere.
Ma non da dove avevo lasciato, ma da dove avrei voluto sempre iniziare.
Federica Saccà

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