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Un sogno diventato gabbia

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Questa quarantena è stata un incubo per chi, come me, sa bene quanto sia difficile convivere con una salute mentale non sempre stabile. Non bisogna essere “malati” per subire negativamente gli effetti dello stare rinchiusi in casa, del sapere da "fuori" soltanto numeri di morti e contagiati. Ho iniziato la quarantena che ero tutto sommato felice, avevo tante fortune nella mia vita, e ne sto uscendo con un esaurimento nervoso che mi ha portata a mettere in dubbio tutto, soprattutto una relazione che pensavo sarebbe durata ancora per molto. E sto male, nonostante la fase due sto davvero male. Vorrei solo tornare alla normalità, ho bisogno dei miei ritmi, dell’aria aperta, di vedere le persone a me care, e che vi sia modo per me di tornare a casa mia, dato che le compagnie aeree hanno cancellato i voli. Chiara Venuto di Lettura d'Emergenza

Ladro di tempo

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Siamo a maggio, è inizia la fase 2, che cos’è? Beh è la convivenza con il virus, il virus che ci ha tenuto a casa per 2 mesi, 2 mesi che il tempo si è fermato. Il virus si è preso il nostro tempo, ci ha costretti a casa e ci ha costretti a riflettere su quello che molti di noi consideravano scontato, come quando pigi l’interruttore e si accende la luce. Un bel giorno pigi l’interruttore e la luce rimane spenta, ora che si fa?? Si fa che ti fermi e aspetti, si aspetti che la normalità ritorni nella tua vita, quella vita frenetica che ti faceva correre a destra e a manca e che in barba alla corsa, a fine giornata accorgerti che il tempo non ti è bastato e adesso, hai tempo, ma di questo tempo non sei padrona. Ed è così che si insinua nella mente la paura, paura di tutto. Anche le cose che prima ti emozionavano, ti appassionavano, ti inebriavano adesso ti fanno paura, lo so aspettavamo da tempo la nostra libertà ma per questa libertà quanto abbiamo pagato e siamo sicuri che non c...

AUTOBIOGRAFIA DI UN TURISTA - TORINO, APRILE 2020

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Qualche ricordo di viaggio, anzi, meno pomposamente, di turismo. Il turista parte e quasi sempre ritorna, almeno nelle intenzioni iniziali, e allora iniziamo dalla partenza… P artiamo da Torino, ma non la Torino dove vivo e lavoro, delle fabbriche, del Toro e della Juve, ma la Torino della domenica mattina o del venerdì sera, quella che mia moglie ed io ci godiamo da turisti nella nostra città. Perché fare i turisti a Torino? Qualunque abitante di questa città risponder ebbe per il museo Egizio, secondo al mondo dopo quello del Cairo, per visitare la città i n cui è nato il cinema italiano, e le macchine, poi direbbero che qui si mangia bene, con il cioccolato più buono che esista… beh è tutto vero. I l Museo Egizio è imperdibile, e lo sono anche il Museo Nazionale del Cinema (che si trova dentro la Mol e ) ed il Museo dell’Automobile, ristrutturati da qualche anno e ripensati, con un approccio moderno all’esposizione ed al rapporto con i visitatori, vedere per credere...

Cosa possiamo imparare dal virus

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Sentiamo tanto parlare di guerre senza fine, guardiamo film sulla seconda guerra mondiale o ci immergiamo nei racconti dei nostri nonni, studiamo di quando arrivò la spagnola negli anni ’20. I nostri figli ascolteranno storie di una pandemia che bloccò il mondo obbligando gli uomini a star chiusi in casa, non capendo se quella fosse la propria prigione o la propria salvezza. Questa però non è una guerra come quella che ci raccontavano i nostri nonni, qui non è l’uomo ad uccidere altri uomini. Ad un tratto siamo tutti uguali, adesso gli sbarchi clandestini non sono più un problema nazionale e le guerre si sono fermate. Perché? Perché abbiamo capito di non essere onnipotenti o perché abbiamo capito che c’è “qualcosa” che non si può combattere con le armi e con la forza fisica o perchè esiste un sentimento comune per tutti chiamato “paura”. Il virus ha colpito Capi di Stato come il più povero dell’India, ha diffuso la paura tra chi la guerra in Siria la subiva e tra chi ...

Confusionario

Confusionario. Così definirei me stesso e questo periodo. Confusionario. Incerto. Confuso. Así llamaría a mi mismo y a este periodo. Confuso. Incierto. Perchè la confusione trova terra fertile nell’incertezza. Questioni botaniche. Porque la  confusión encuentra tierra fértil en la incertidumbre. Cuestiones botánicas. Basterebbe piantare il seme del pensiero nel terreno dell’incertezza e, sono certo, fiorirebbe un bonsai. Sería suficiente  plantar la semilla   del pensamiento en tierra de incertidumbre y, estoy seguro, florecería un bonsái.          Confusionario, nel suo significato etimologico, ‘fuso insieme’. Confuso, en su  sentido etimológico, “fundido juntos”. Curvo, come un ulivo, corto come un tulipano, ma comunque resistente, come la quercia. Curvo, como un olivo, breve como un tulipán, pero aun así   resistente, como el roble. Confusionario, ecco. Proprio così. Incerto e confusionario, l’uno nutre l'altro. C...

“Ma figurati se arriva qui!”

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“Ma figurati se arriva qui!” Ho pronunciato questa frase l’ultima volta esattamente 45 giorni fa perché pensavo fosse una cosa troppo distante da me, dalla mia città, dai miei affetti. Dopo però solo buio e sospensione. Le mie giornate sono scandite dai bollettini della protezione civile delle 18, dalle ricette in cui cerco di rifugiarmi per far scorrere il tempo e dalle videochiamate con amici e parenti. La distanza non è mai stata un problema, come non lo è mai stato dire “domani lo faccio”, ma i  miei pensieri sono rimasti sospesi in una bolla così come i miei progetti.  Nonostante il finto ottimismo, le cose diventano sempre peggio p erché LUI continua ad avanzare e mietere vittime. Le storie più intime dei deceduti, i funerali mai fatti, infatti rimbalzano sui social e sui giornali online. E si blocca il respiro, perché m’immedesimo e penso a quante cose non ho mai detto e a quante cose avrei voluto fare. Nonostante tutto però è arrivato il sole caldo della primavera,...

Il suono del silenzio

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Corre l’anno 2020.  Se mi avessero detto che questo anno avrebbe portato con sé una pandemia, non ci avrei creduto. Avrei pensato più ad un film che alla realtà.  E invece è successo. L’imprevedibile, l’inimmaginabile.  Ci siamo dovuti fermare.  In un’epoca in cui viviamo freneticamente, assaliti dagli innumerevoli impegni quotidiani, ad un certo punto, ci siamo fermati.  Da un giorno all’altro, è cambiato tutto.  Un’epidemia ci ha costretto a rimanere nelle proprie case, a riorganizzare la propria vita, a modificare le proprie abitudini.  All’improvviso, la routine si è interrotta.  La normalità ha lasciato il posto ad una situazione surreale, fatta di isolamento, di mascherine, guanti, disinfettanti e distanze di sicurezza tra le persone.  Dai primi giorni di marzo sono vietate le uscite, ad eccezione di quelle motivate da esigenze primarie, non si può incontrare un amico, un parente.  Solo le videochiamate ...